Restauro imbarcazioni a vela
Riportare "a nuovo" un'imbarcazione d'epoca richiede sempre operazioni complesse e delicate ed è per questo che occorrono competenza, professionalità e anche molta passione onde poter affrontare simili lavori.
La Nautica Lavazza ha avuto modo di esprimere nel corso degli anni queste sue capacità attraverso interventi di elevata qualità che hanno consentito a molte imbarcazioni non solo di tornare in acqua, ma anche di competere ai più alti livelli di categoria.
Lungo sarebbe l'elenco di queste barche che vanno dai motoscafi Riva ad alcune delle più belle barche a vela; citiamo solo a titolo di esempio l'ultimo restauro effettuato, quello del "Bona", un 8 metri S.I. (Stazza Internazionale), lungo 13,99 metri, costruito dal Cantiere Baglietto di Viareggio nel lontano 1934. Si tratta di uno scafo famoso per il suo passato vittorioso e per la partecipazione ai primi raduni italiani di barche d'epoca, oggi di proprietà dell'industriale novarese Giovanni Mogna, che possiede anche un'altra barca della stessa classe, il "Bamba", del 1927, già restaurata presso la Nautica Lavazza e che ha preso parte ai recenti campionati di classe.
I lavori di restauro del "Bona" hanno comportato uno smontaggio quasi totale dello scafo, costruito con fasciame in mogano da 22 mm, per rimuovere 27 centimetri di bordo libero, aggiunti durante un precedente restauro e per ricostruire l'85% dell'ossatura flessibile (utilizzando solo chiodi di rame ribaditi a mano) e il 10% di quella rigida, tenuta in posizione da chiodatura in bronzo silicio. Il 95% del fasciame originale è stato recuperato grazie ad un'estesa operazione di rinvergatura, consistente nell'inserire listelli di mogano opportunamente sagomati ed incollati all'interno dei comenti, al fine di evitare infiltrazioni d'acqua in sentina. Sono stati rifatti tutti i madieri, in acciaio inox, i bagli in pino d'Oregon, e tutti i comenti inferiori, mentre sono stati mantenuti quelli superiori. La coperta è stata realizzata in doghe di spruce, con viteria in ottone coperta da tappini dello stesso materiale delle doghe, senza compensato sottostante.
La supervisione dei lavori, come già avvenuto per il "Bamba", è stata affidata all'architetto Umberto Tagliavini, dell'omonimo studio di Santa Margherita mentre il varo ha avuto luogo il 28 maggio 2000, in tempo per poter partecipare ai Campionati degli 8 metri a Porto S.Stefano, presso Grosseto.
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| "8m S.I." Bona |
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Altri esempi di imbarcazioni restaurate presso il cantiere
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| " 5.5 m S.I." |
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| "Dragone" |
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| Ricostruzione e costruzione ex-novo di alberi in legno |
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